Le intolleranze alimentari possono essere collegate ai tumori?

- Citochine infiammatorie, resistenza insulinica, aumento dei radicali liberi -

Recenti ricerche hanno messo in evidenza le basi immunologiche delle intolleranze alimentari, quindi ora si preferisce parlare di “infiammazione da cibo”.

Quando un cibo provoca una razione nel nostro organismo, genera la produzione di sostanze infiammatorie come le citochine e di conseguenza effetti metabolici, ormonali, vascolari, allergici e anche comportamentali.

Tra le citochine ve ne sono alcune che sono coinvolte nei meccanismi della genesi dei tumori.

Già dal 2007, al congresso mondiale della World Cancer Research Fund (una delle massime autorità mondiali per la ricerca sul cancro e sul rapporto tra alimentazione e forme tumorali), si è definito che citochine infiammatorie e resistenza insulinica sono tra le più importanti cause della crescita tumorale. La buona notizia è che un intervento su questi aspetti può prevenire l’insorgenza tumorale e determinare un documentato miglioramento sia della prognosi sia della sopravvivenza in chi fosse già malato.

Inoltre ci sono già evidenze che mettono in relazione le intolleranze alimentari con l’insulino resistenza e il maggiore stress ossidativo, ovvero l’aumento dei radicali liberi, ed entrambi questi fattori sono sicuramente coinvolti nell’insorgenza di neoplasie.

Quindi le scelte di stile di vita favorevole al benessere generale dell’organismo (alimentazione, attività fisica, corretta respirazione) sono altrettanto valide nella prevenzione della malattie degenerative e dei tumori.

Inoltre è ormai accertato dalla branca della scienza chiamata epigenetica, che le condizioni di predisposizione genetica ad una  determinata malattia, non sono una condanna, ma possono essere superate da scelte personali adeguate.

Possiamo quindi concludere che esiste una relazione tra intolleranze alimentari e l’insorgenza di tumori attraverso l’attività di citochine infiammatorie, l’aumento dell’insulino resistenza e dello stress ossidativo.

Estratto da un articolo del Dott. Attilio Speciani, 12/2012

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